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La Wolfsonian di Miami racconta il mito di Roma

Per chi avesse in programma un giro a Miami, da non perdere al museo Wolfsonian The Rebirth of Rome, un caleidoscopico ciclo di mostre che racconta come la dittatura fascista abbia utilizzato il mito della Roma imperiale per sostenere, nel ventennio, la sua propaganda.

Curate da Silvia Barisione le esposizioni che compongono The rebirth of Rome sono state realizzate per l’anno della cultura italiana negli Stati Uniti. Fulcro del progetto, ed esposti al pubblico per la prima volta, sono i grandiosi cartoni di Ferruccio Ferrazzi per il mosaico del Mito di Roma.

Roma antica è servita sempre, nel corso dei secoli, per affermare il potere dei suoi dominatori. Si tratta di un’operazione culturale inaugurata nel Rinascimento dai Papi, a partire da Sisto IV e Giulio II, che tornati in possesso della città ne rinnovarono il fasto partendo proprio dalla celebrazione delle sue antichità e ponendosi come i naturali eredi degli imperatori.

“Queste mostre insieme delineano un ritratto dell’Italia durante la dittatura – spiega Silvia Barisione, la curatrice del museo – e di come la relazione tra politica ed estetica abbia definito l’identità italiana durante questo periodo cruciale”.

Echoes and Origines mostra disegni ceramiche, mobili, vetri, progetti di design e grafiche che insieme contribuiscono a creare quell’italianità capace di glorificare insieme l’Impero e l’idea di modernità.

In The Birth of Rome sono presentati per la prima volta i cartoni di Feruccio Ferrazzi acquistati da Micky Wolfson negli anni Ottanta dalla figlia dell’artista. Mark Hampton, architetto del museo di Miami predispose l’altezza dell’ultimo piano (6 metri) proprio per ospitarli. I cartoni per i mosaici furono disegnati nel 1938 per uno degli edifici costruiti per circondare il Mausoleo di Augusto e illustrano la nascita della nazione dalla leggenda antica.

Le grandi opere sono uno strumento iconografico caro alla propaganda per la loro imponenza e per la collocazione predisposta negli edifici pubblici; ecco perché il murale acquista grande importanza in Italia in quegli anni.

In Rendering War: i murali di Antonio Giuseppe Santagata mostra gli studi per gli affreschi eseguiti tra il 1920 e il ’30 per la Casa dei mutilati della Prima Guerra Mondiale.

“Per il pubblico americano che ha generalmente un senso di orrore per Mussolini, ma che non conosce bene la storia italiana, abbiamo allestito una sezione satirica in cui si spiega la nascita violenta della dittatura – conclude Barisione – che all’inizio mostrò una certa liberalità nelle arti e nelle architetture, anche se dopo la proclamazione dell’Impero prevalse uno spirito classicheggiante e celebrativo”.

Giovanna Pierini

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