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Andy Warhol a Milano

Liz Taylor turchese, incorniciata da scarpe dorate, sorveglia la prima sala creando una sorta di ampia parete domestica, come di conversation pieces, ma del XX secolo.

In mostra a Milano a Palazzo Reale le opere di Andy Warhol, della collezione di Peter Brant, che lo rivelano nel suo genio anche a chi, stupidamente come me, lo aveva un po’ snobbato come prodotto, se pure altissimo, di un arco culturale concluso con gli anni Ottanta. Prima del personaggio, il pittore. Il corrispettivo nell’arte di Truman Capote, genio assoluto, con cui condivideva anche alcune analogie biografiche.Prima tra tutte l’ossessione di celebrità, potere e ricchezza.

Dalle scarpe, che insieme alle carte con gli acquerelli e i disegni a matita dei flaconi di profumo sono struggenti oggetti del desiderio, si arriva allo spettacolare lavoro sull’Ultima cena di Leonardo. Nel mezzo tutta la ricerca: dal luccichio dello star system, alla fosca drammaticità dell’incidente d’auto; dall’esuberanza del consumismo alla gretta realtà della sedia elettrica; la serie Flowers e quella dei teschi. Fino alla propaganda politica: il ritratto di Nixon del 1972 con, in calce, l’invito a votare per il suo avversario; gli costò il nome sulla lista nera del fisco che da allora mandò i controlli ogni anno, fino alla sua morte.

La mostra è curata dallo stesso Peter Brant, amico fedele e collezionista appassionato (“Ho comprato il mio primo pezzo nel 1967, l’ultimo tre mesi fa”).Una piccola celebrazione dello stesso Brant e della sua famiglia occupa la sala delle Polaroid scattate negli anni Settanta a Ottanta. Guardandole mi sono chiesta, chissà, se a lui sia stato risparmiato il clamoroso tradimento che Capote inflisse a Babe Palin, sua potente protettrice in “Preghere esaudite”. Forse Warhol del tutto inconsapevole della morte imminente, contrariamente al suo corrispettivo letterario, non ha mai pensato a una resa dei conti, inevitabile, tra mecenate e artista.

E forse ora, riuniti nell’aldilà, accolgono Lou Reed, uno degli ultimi superstiti della Factory.

Warhol
Milano, Palazzo reale
fino al 9 marzo 2014

 

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