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Dodici consigli per essere un buon capo

Ancora un articolo sulla leadership? Sì ma con qualche elemento di novità. In primo luogo, riprende le riflessioni di Bob Sutton, professore di management a Stanford, più noto in Italia per il suo libro “Il metodo antistronzi”; Sutton affianca efficacemente all’analisi accademica un pragmatismo ed un anticonformismo non comuni. Secondariamente, riassume ad uso e consumo di tutti dodici pensieri che, se ricordati costantemente, possono aiutare a padroneggiare gli elementi soft che compongono la leadership.

Sutton evita in genere di dare consigli la cui efficacia non sia stata provata. E’ solito divulgare tecniche e comportamenti che si fondano sulla ricerca in senso stretto. E ritiene che adottando le abitudini dei leader buoni ed evitando di commettere gli errori dei leader cattivi, chiunque possa migliorare il proprio lavoro.

Tra studi ed esperienze come consulente in vari settori, Sutton ha identificato alcune convinzioni comuni nei migliori leader e totalmente assenti tra quelli peggiori:

  1. Ho un’idea scarsa e incompleta di cosa significhi lavorare per me.
  2. Il mio successo, e quello del mio team, è molto spesso frutto di cose ovvie e banali, piuttosto che di idee brillanti e metodi rivoluzionari.
  3. E’ importante avere obiettivi ambiziosi e ben definiti, ma è inutile pensarci troppo. Il mio lavoro deve focalizzarsi sulle piccole vittorie che permettono ai miei dipendenti di fare piccoli progressi giorno per giorno.
  4. Una delle parti più rilevanti e più difficili del mio lavoro è raggiungere il delicato equilibrio tra l’essere troppo assertivo e il non esserlo abbastanza.
  5. Il mio lavoro consiste nell’essere uno scudo umano, per proteggere il mio team dalle intrusioni esterne, dalle distrazioni, e dalle sciocchezze di ogni sorta.
  6. Mi sforzo di essere il più sicuro di me stesso possibile per convincere il team che io sono il capo, ma abbastanza umile da capire che molto spesso posso sbagliare anch’io.
  7. Mi impongo di combattere come se avessi ragione e di ascoltare come se avessi torto; cerco di insegnare ai miei dipendenti a fare la stessa cosa.
  8. Uno dei migliori punti fissi della mia leadership e della mia organizzazione è la domanda “cosa succederebbe qualora qualcuno facesse un errore?”
  9. L’innovazione è un aspetto cruciale in ogni team e organizzazione. Il mio lavoro consiste quindi nell’incoraggiare i miei dipendenti a sviluppare ogni tipo di nuova idea e nell’aiutarli ad eliminare tutte le cattive idee che produciamo, nonché gran parte delle buone idee.
  10. Il male è più forte del bene. È più importante eliminare le cose negative che accentuare quelle positive.
  11. Come faccio qualcosa è altrettanto importante di quello che faccio.
  12. Esercitando il mio potere sugli altri, corro costantemente il rischio di essere un rompiscatole insensibile e di non rendermene conto.

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