46 Jobs | 974661 Resumes

Verso un marketing tribale: Intervista a Giacomo Santucci

Intervista a Giacomo Santucci dal libro Informazioni riservate

Dalle centrali nucleari alla moda, questa in sintesi la carriera di Giacomo Santucci. Un ingegnere nucleare che all’inizio degli anni ’80 ha lavorato in Francia, dove dopo la laurea alla Sorbona si è specializzato nelle centrali veloci, e in America alla Westinghouse. Proprio l’azienda americana gli ha aperto l’area economica affidandogli l’incarico di capo progetto di una commessa. A quel punto. era il 1983 e da lì a quattro anni ci sarebbe stato il referendum sul nucleare, l’intuizione che qualcosa sarebbe cambiato, e non in meglio (“sono fatalista: leggo i segnali deboli”), lo ha spinto a prendere un’altra laurea: in economia. Il caso poi mette di mezzo attraverso l’incontro con Montedison e Montefibre che gli offre una borsa per fare l’MBA. Fresco di master, nell’85, Santucci va a lavorare alla Ferragamo come assistente dell’AD, Ferruccio; passa nel ‘90 in McKinsey, per poi rientrare nel mondo della moda, in Prada dove fa il suo ingresso da amministratore delegato dell’area Asia Pacific ed esce da AD del gruppo. Dal 2000 al 2005 è amministratore delegato di Gucci. Con un sogno nel cassetto: ritornare all’energia.

Se dovesse tracciare il percorso ideale per arrivare a ricoprire la pozione di amministratore delegato come lo descriverebbe?

Intanto per arrivare ad un vertice devi avere la volontà di farlo.

Quindi volontà, ma anche passione. Poi cercare di individuare le opportunità all’interno dell’azienda per conoscere tutti gli ambiti e sperimentare diverse funzioni. In questo modo cercare di capirne i linguaggi. Esistono infatti delle antinomie e dei grossi conflitti per esempio tra una logica commerciale e una logica industriale. Bisogna conoscerle. Poi bisogna riuscire a creare un team ed essere in grado di parlare con tutti. E’ qui che emerge la capacità di individuare e vivere le antinomie. Infine coltivare la leadership. Non basta essere bravi o sentirsi bravi, guardarsi indietro e vedere gli altri in lontananza. Non serve a niente, non dà l’eccellenza dell’uomo. La leadership non la crei, te la riconoscono gli altri.

Nella formazione della sua area, conta un mba?

C’è chi riesce a raggiungere una buona maturità con la laurea. In molti casi l’MBA aumenta il senso di self confidence, oppure è strumentale per chi arriva da altre aree. Per me lo è stato. Con l’MBA avevo poi maturato un sogno, che era entrare in McKinsey. Però quando ho finito il master non mi hanno preso perchè per i loro canoni ero considerato “vecchio” per l’ingresso.

E’ un sogno che sono riuscito comunque a coronare entrando in una posizione più senior dopo l’esperienza di Ferragamo. Mentre stavo lasciando la società fu la stessa McKinsey, che io avevo portato in Ferragamo, a chiedermi di aprire la practice luxury goods. E così ci sono entrato con una responsabilità che era perfettamente inscritta nel karma di una start up, in qualche modo. Una sorta di fil rouge che partiva dalla commessa nel nucleare, passava per l’apertura di nuovi mercati e prodotti per Ferragamo e arrivava alla consulenza, che ho fatto con molta passione.

(dal libro Informazioni riservate)

Leave a comment:

©2021 ExecutiveSurf | +44 2077291837 | Registered in England no. 1111 7389 - VAT. GB 291 0514 23