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Il calendario dell’arte: Maggio 2010

Il marmo vuole lavorato Affiliati Peducci/Savini

La Galleria Rubin presenta la prima personale milanese del duo Peducci/Savini.

Tra i giovani scultori contemporanei è diffuso l’uso di materiali poveri o riciclati. Peducci e Savini, al contrario, si cimentano con un materiale nobile ed aulico come il marmo dimostrando un bagaglio tecnico e di esperienza da grandi virtuosi.

In relazione a questa scelta il loro percorso è esemplare: diplomati all’Accademia delle Belle Arti di Carrara, dove è avvenuto il loro incontro ed è nato il sodalizio artistico, hanno potuto accrescere la loro preparazione lavorando su importanti commesse all’estero portate a termine in parte nel loro grande atelier di Carrara e in parte nei luoghi di destinazione. Il loro lavoro di ricerca nasce dalla straordinaria dimestichezza con il materiale e dall’ironica affezione con le forme della tradizione scultorea in cui normalmente viene esperito. Busti classici, figure sacre o puramente ornamentali, ritratti.

Questa iconografia, dai grandi capolavori fino agli oggetti più corrivi, viene ripresa e rimaneggiata con acume o con umorismo e diventa una galleria di sorprendenti improvvisazioni su temi notissimi: l’Ercole Farnese in polistirolo, una coppia di putti da giardino che sembrano di legno combusto fino a più ardite distorsioni che nascono dalla manipolazione delle gomme con cui si fanno i calchi . Recentemente si sono inoltrati con maggior decisione in questa direzione creando dei ritratti che combinano e integrano parti di sculture diverse. E’ un lavoro che ha molti riscontri tra gli artisti contemporanei, tra cui si assiste non solo al fenomeno dell’uso ‘inappropriato’ dei materiali e delle forme, ma anche all’ibridazione e a un certo compiacimento nel grottesco. Tuttavia Peducci e Savini dimostrano, nei confronti dell’iconografia classica, un amore e una familiarità che impedisce ogni stucchevole degenerazione e suggerisce per contro una libera ma rispettosa convivenza.

Il duo Affiliati Peducci / Savini è composto da Matteo Peducci, nato nel 1980 a Castiglione del Lago, (Perugia) e da Mattia Savini, nato a Siena nel 1982. Vivono e lavorano a Carrara.

Dal 21 maggio 2010 al 25 giugno 2010

Artista in residenza: Sanja Lasic

Radical Intention #01: Things can change quickly

Sanja Lasic, giovane artista slovena, sarà ospite nella casa/studio di via Malaga a Milano 4 tra il 17 e il 19 maggio e presenta il proprio intervento al pubblico il 19 maggio alle ore 18,30. Le sue opere riflettono su come gli spostamenti di luogo influenzino un’identità in fieri. Attraverso l’uso del video e della fotografia, Lasic analizza questi spazi di passaggio in cui il corpo riconquista di volta in volta gesti infantili, semplici e banali.

Una mano per AIL

Settima edizione dell’asta benefica per l’Associazione Italiana contro le Leucemie il 26 amggio alle 20.30 a palazzo Clerici, in via Clerici, 5 Milano. All’asta dipinti di 42 artisti, tra cui Berruti, Velasco, Hirsch, Ruffoni, che interpretano l’impronte della mano di su impronte di personaggi noti: attori, sportivi, cantanti.

Nanni Balestrini – Avidochilegge

La mostra alla Galleria Milano presenta due poli del lavoro visivo di Nanni Balestrini: una serie inedita di collages dei primi anni ‘60 e le recenti grandi tele che portano a una fase estrema la frantumazione del linguaggio verbale.

“Balestrini ha proceduto, nella sua attività di riciclatore, dal grande al piccolo e dal piccolo all’infinitesimale. Dapprima prelevava testi interi, poi li sminuzzava, poi ha fatto collages di sole parole, e infine di brandelli di parole e di lettere alfabetiche. E’ disceso dall’universo dei testi a quello della tipografia. E lo si vede benissimo in queste ultime prove, oggetti visivi fatti con brandelli che furono testi verbali”. (Umberto Eco)

“… ci fa pensare a un’arte che sia costruita coi frammenti autentici del nostro tempo, gli unici capaci di diventare anche débris du futur”. (Gillo Dorfles, 1961)

“Tu sviluppi un nuovo discorso che ha come fine la comunicazione, e si intende per comunicazione naturalmente la sottrazione e la capacità di riaprire, di massaggiare il muscolo atrofizzato di un linguaggio che attraverso la telematica, la televisione e la pubblicità tende a squillare in termini esclusivamente consumistici”.

(Achille Bonito Oliva)

“Balestrini tesse Parola per Parola

la tappezzeria dei paragrafi

in uno strabismo divergente

che ricorda quello del terrore del grido

che annuncia i Grandi Massacri

Nanni il Calligrafo

elabora un paesaggio epistolare

il cui incerto catasto

turba lo sguardo”.

(Paul Virilio)

Fino al 23 luglio 2010

Paolo Maggis – Travelgum

La Galleria MARCOROSSI di Milano presenta nel mese di maggio dopo alcuni anni di assenza da Milano una mostra personale di Paolo Maggis.

Travelgum racconta per immagini le esperienze, le sensazioni, anche le paure legate dal tema del viaggio; istantanee, che pur lontane dal mezzo fotografico, ritraggono in modo totalmente personale le suggestioni del giovane artista milanese sempre in viaggio per l’Europa. Tutto avviene sulla pelle della tela, tutto accade sulla sua superficie, il soggetto, spesso, è solo un pretesto. I lavori si susseguono diversi tra loro, un giocoliere con la palla rossa, giovani donne che fuggono, dormono, piangono, giochi d’amore e di paura, frammenti di vita vissuta o colta per un attimo, imparentati solo dalla pittura su tela.

Il filo conduttore del viaggio diventa un pretesto, nessuna trama li accomuna, l’accostamento è volutamente casuale perché, come dice l’artista, “le cose nella realtà ci appaiono sempre come per caso”. Nulla di casuale invece nella pittura, in questi anni si è rafforzata con l’esperienza tedesca e il confronto con l’atmosfera europea, è maturata nella composizione degli spazi, senza l’eccesso della materia è diventata più sintetica nella forma e allo stesso tempo più elaborata nei contenuti.

Horror Vacui – Occupare il presente
Horror Vacui – Occupare il Presente è un progetto che coinvolge artisti, curatori e abitanti nella realizzazione di vari eventi con l’intento di rispondere all’aggressiva speculazione edilizia che interessa il quartiere Isola.

La volontà di riempire ogni porzione di spazio urbano libero con progetti edilizi imponenti sembra non collimare con la necessità di preservare un’identità di quartiere né tantomeno con quella di garantire un’effettiva vivibilità dell’area urbana in questione. A ben guardare questi processi di modellazione fisica del quartiere, sembrano organizzati intorno ad un impulsivo sentimento di horror vacui (orrore del vuoto) più che regolati da piani urbanistici sensati. L’azione incessante di costruzione, dunque, se da una parte è rivolta a riempire lo spazio urbano del quartiere, dall’altra produce un processo di gentrificazione che reca fratture più difficili da valutare.

Un altro genere di vuoto s’insinua tra i residenti del quartiere Isola che ha a che vedere con la difficoltà a rapportarsi con quel territorio in continua trasformazione e, di conseguenza, con l’impossibilità di riconoscere il luogo nel quale si abita. Per far fronte a questo svuotamento Horror Vacui – Occupare il Presente propone uno sguardo bidirezionale tracciando da una parte una linea storica e attivando dall’altra una piattaforma temporanea di creazione, discussione e confronto tra diverse realtà. 
Gli artisti Fabrizio Bellomo, Valentina Maggi, Maria Pecchioli, Mirko Smerdel si confrontano con il vuoto riempiendo gli spazi reclusi e proponendo nuovi immaginari. Il filosofo e teorico Gerald Raunig presenta la sua pubblicazione Art and Revolution, Art and Activism in the Twentieth Century, e il suo nuovo libro A Thousand Machines. A Concise Philosophy of the Machine as Social Movement, entrambi pubblicati da MIT Press. Verrà proiettato Comuna en construccion, il nuovo lavoro video degli artisti Oliver Ressler e Dario Azzellini. La piattaforma artistica di Venezia Sottobosco organizza uno Showdesk di due giorni per dare la possibilità ad artisti giovani emergenti di presentare il proprio lavoro in pubblico. Il collettivo di Milano Bouganville promuove il suo celebre Granaio, un brunch durante il quale i ricavati andranno a finanziare un progetto d’artista votato dai partecipanti al pranzo stesso. Il giovane artista turco Köken Ergun presenta un progetto di video archivio in collaborazione con B’Tselem – The Israeli Information Center for Human Rights in the Occupied Territories. Infine l’ultimo giorno, verrà organizzata una passeggiata di quartiere con gli abitanti dal titolo Total Recall, invitando tutti gli artisti che hanno collaborato con l’Isola Art Center nel corso degli anni, con il fine di organizzare una cerimonia pubblica di rinominazione dei luoghi maggiormente colpiti dai processi di gentrificazione.

Horror Vacui – Occupare il Presente ambisce ad invadere il vuoto rivitalizzando temporaneamente un quartiere caratterizzato da una forte dispersione sociale e che presenta sempre più i segni di una crisi d’identità con l’intento di rispondere all’aggressiva speculazione edilizia. Il progetto si svilupperà con un programma denso nell’arco di una settimana coinvolgendo artisti e curatori nella realizzazione di vari eventi per ripercorrere la storia recente e ripensare il futuro in modo critico. La mostra invece si estende per due mesi fino al 29 giugno.

Un progetto di Isola Art Center

a cura di Valerio Del Baglivo e Aria Spinelli.

Chiara Dynys – Labirinti di memoria

L’artista disegna un vero e proprio labirinto lungo corridoi e scalinate, dove installazioni site specific, videoproiezioni, opere interattive e la presenza ossessiva della carta creano un viaggio alchemico che esplora quella sottile linea che idealmente separa passato e presente offrendo un’opportunità di incontri tra storia e mondo contemporaneo.

Le opere sono tutte inedite e create appositamente per la specificità del luogo.

La mostra è promossa dall’Archivio Centrale dello Stato e supportata dalla Galleria Marie-Laure Fleisch. L’evento consente l’apertura al pubblico per la prima volta dei depositi dell’Archivio Centrale dello Stato, lo storico edificio sito nel quartiere dell’EUR che conserva al suo interno milioni di documenti e rappresenta, da oltre mezzo secolo, il punto di riferimento obbligato per le ricerche sulla storia unitaria del nostro Paese. L’intero ciclopico archivio è infatti un monumento alla memoria custodita in ben cento chilometri di scaffalature.

a cura di Fortunato D’Amico.

Archivio Centrale dello Stato – Piazzale degli Archivi 27, Roma

Dal 7 maggio al 25 settembre 2010

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