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L’ufficio del futuro: Dai tempi antichi sono i capi illuminati a curarsi dell’ambiente di lavoro

L’atmosfera era un po’ mesta lo scorso dicembre a Parigi al Salone dell’immobiliare d’impresa (SIMI): il numero di metri quadri d’ufficio affittati nei primi nove mesi del 2009 è stato di appena 1,23 milioni, in calo del 32% rispetto all’anno prima. Dal punto di vista finanziario, ciò ha significato una contrazione del 48% (4,9 miliardi di euro).

Le ragioni sono chiare: in tempi di crisi, tutte le aziende cercano di ridurre i costi, e per il terziario l’immobiliare è la seconda voce di spesa, dopo il personale. Per ridurre il costo per posto di lavoro dai 9.980 euro medi del 2008 (fonte Investment Property Data), ci sono due soluzioni: trovare locali meno cari o ridurre i metri quadri per addetto.

Molte aziende tendono a raggruppare i siti, come Sodexho a Saint-Quentin-en-Yvelines, o a lasciare la capitale, come il Crédit Agricole che si è trasferito da Montparnasse à Montrouge. Atos ha scelto Bezons nella Val-d’Oise per ridurre di metà gli affitti; la conseguenza sarà l’aumento del tempo medio di trasferimento per raggiungere l’ufficio da quarantatre a settantatre minuti. A ciò si aggiungeranno i costi nascosti legati ai disservizi nei trasporti, all’aumento delle assenze per malattia e ai costi nascenti delle riunioni con i clienti in zone meno decentrate. Inoltre, il clima aziendale potrebbe peggiorare, con un impatto negativo sulla retention. Senza contare l’impatto ecologico dell’aumento dei trasporti.

Se invece si sceglie la seconda soluzione, occorre comprimere gli attuali 20 metri quadri medi per addetto (di cui 12 per la superficie di lavoro), che possono scendere a 10 nel caso di open space. Secondo Pierre Bouchet, di Génie des Lieux, specialista nel design di ambienti di lavoro, occorre trovare nuove strade, con ambienti da 6-8 persone che permettano di mantenere intimità e confort acustico.

Secondo Odile Duchenne, direttrice di Actineo, osservatorio sulla qualità della vita sul posto di lavoro, i dirigenti pongono ancora troppa attenzione a ingressi, sale riunioni, uffici del top management, e poco agli ambienti dei lavoratori in genere.

Da questo punto di vista il Googleplex rappresenta una rarità: sfere di caucciù, scheletri di dinosauro e repliche di navicelle spaziali fiancheggiano servizi tradizionali come piscine e bar.

Resta da chiedersi se il successo finanziario di Google sia la causa o l’effetto di questa attenzione all’ambiente di lavoro. E se in settori più prosaici queste attenzioni abbiano un senso. Ma il ricordo di Adriano Olivetti che, come sede della scuola di formazione commerciale, scelse una villa circondata da uno splendido parco mediceo (perché: “vivere a contatto con la bellezza vi aiuterà ad essere uomini migliori e a dare il meglio anche nel lavoro che vi aspetta”) spinge a pensare (con un po’ di rammarico) che il posto di lavoro del futuro lo avevamo già nel dopoguerra.

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