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Monthly Archives: September 2009

Tre storie: Il discorso di Steve Jobs alla cerimonia del diploma a Stanford, lo scorso giugno.

“E’ un onore essere oggi con voi alla cerimonia di laurea di una delle migliori università al mondo. Io non mi sono mai laureato. A dirla tutta, questa è la volta che vedo più da vicino una consegna dei diplomi. Voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qua. Niente di che. Solo tre storie. La prima è su come collegare i punti. Lasciai il Reed College dopo i primi 6 mesi, ma rimasi come osservatore per altri 18 mesi prima di andarmene sul serio. Allora perché me ne andai? Tutto iniziò prima della mia nascita. La mia madre biologica era una giovane studentessa di college, non sposata, che decise di darmi in adozione. Voleva a tutti i costi che venissi adottato da laureati, per cui tutto era predisposto affinché venissi consegnato alla nascita ad un avvocato e sua moglie. Peccato che quando uscii io, questi decisero che a tutti i costi volevano una femmina. I miei attuali genitori, che erano in lista d’attesa, ricevettero…

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Dude, where’s my oyster? (Part I)

Before the Global Financial Crisis, in terms of career development, the world was our oyster. But what now? Is there still hope left for the terminally ambitious executive? Definitely yes! says Walt Hawtin. But there are conditions, and they will sort out the wimps from the achievers! There isn’t an executive alive looking at the current global financial crisis who isn’t thinking: “How’s does this affect my career prospects and plans?”. Pre-GFC, a mere 16 months ago, the world was our oyster. We had many options and personal choices to make. The hardest thing to decide upon was which company would be good enough to enjoy the benefit of our cleverness, our leadership skills and our great work ethic. It almost seemed easy. Things have certainly changed. The global financial system has stalled, negatively impacting both the availability of credit and the level of confidence required for most companies to invest and grow. A serious consequence of this situation is that the unemployment rate in…

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Management e merger: I colossi delle auto si muovono

“Molti dirigenti devono essere rimasti impressionati, da piccoli, dalla storia del ranocchio che si trasforma in principe per il bacio di una bellissima principessa. Forse per questo sono sicuri che i loro baci manageriali faranno meraviglie per la redditività dell’azienda acquisita. [...] Purtroppo abbiamo visto molti baci ma pochi miracoli. Tuttavia, molte principesse del management restano serenamente fiduciose sulla potenza dei loro baci – anche quando i retrobottega delle multinazionali sono pieni zeppi di rospi che non hanno risposto alla cura.” Come Warren Buffett dipinge in questa lettera agli azionisti di Berkshire nel 1982, le fusioni solitamente distruggono valore. Ma per le case automobilistiche sembrano ora l’unica opzione strategica per la crescita. Nel passato, le fusioni dell’auto hanno avuto poco successo. Troppo spesso le sinergie sperate erano ottimistiche. BMW-Rover è un esempio. La fusione bruciò 2 miliardi di sterline e si concluse con uno spezzatino. In altri casi andò meglio: Renault-Nissan, ad esempio, si realizzò nel 1999 sul principio che ogni azienda avrebbe mantenuto la…

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Quis custodiet ipsos custodes? Nella finanza i bonus sono diventati usuali e attesi.

La cultura del bonus è un tema scottante quando la gente comune, preoccupata per il posto di lavoro, la pensione e in generale le proprie finanze, assiste ai salvataggi delle banche da parte dello stato. Mervyn King, governatore della Banca d'Inghilterra, ha detto: "le banche sono internazionali da vive, e nazionali da morte". Così i governi usano i soldi dei contribuenti per salvare un sistema che appare corrotto ai più, salvaguardando le tasche degli stesso che hanno generato i fallimenti. La società civile è pervasa da una sensazione di ingiustizia, ma non c'è chiarezza sulle soluzioni. Partiamo dalla definizione di bonus: "qualcosa concesso in aggiunta a quanto è usuale o atteso". Nella finanza, i bonus sono diventati usuali e attesi; i pagamenti sono automatici e scollegati dalle performance. Non si tratta di bonus, ma di "addizionali" alla busta paga. L'idea di base è che i bonus motivano i dipendenti, a tutto vantaggio dell'azienda. A maggior ragione, banche sull'orlo del fallimento avrebbero bisogno dei migliori top…

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Talent-Management und strategische Ausrichtung bleiben Top-Themen

Mainz. Auch in den nächsten Jahren wird Talent-Management ein absolutes Top-Thema bei der Personalarbeit bleiben. Die Deutsche Gesellschaft für Personalführung e.V. (DGFP) hat zehn Themen ermittelt, die in der kommenden Zeit diesen Bereich beherrschen werden. Neben den Tops sind dies unter anderem Individualisierung der Personalarbeit, der Leistungserhalt einer (alternden) Belegschaft, die Vermittlung von Werten und Sinn in der Arbeitswelt, sowie Führungskräfteentwicklung und Employer Branding. Mit diesen Zukunftsthemen sollen die Aufgaben beschrieben werden, denen sich Personalverantwortliche in Unternehmen künftig werden stellen müssen. Dazu zählt auch, dass die Diskussion um die Messbarkeit von Personalarbeit immer stärker in den Fokus rücken wird und somit neue Ansprüche aber auch neue Ansätze entwickelt werden müssen. Fotohinweis: © Torsten Lohse/PIXELIO auf www.pixelio.de

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Wie ein Outplacement zum New-Placement werden kann

Mainz. Kündigung - wie kommt man schnell zum neuen Job? Gerade in Krisenzeiten müssen sich viele auch mit vermeintlich sicheren und guten Positionen diese Frage stellen – vor allem aber beantworten. Ein Instrument dafür: Outplacements. Hier treffen sich die Interessen von Arbeitgeber und künftigem Nichtmehr-Arbeitnehmer. Vorteil für den Jobsuchenden: Er wird von Profis fit gemacht für den neuen Anlauf. Vorteil fürs Unternehmen: Der Stellenabbau verursacht weniger schädliche „Nebenkriegsschauplätze“. Klaus-Jürgen Wolf, Managing Partner bei der Mainzer Personalberatung Bosmann & Morris und Fachmann für Outplacements, über das, was er lieber „New-Placements“ nennt. ES: Was macht ein Outplacement so sinnvoll? Klaus-Jürgen Wolf: Weil man – das gilt für Unternehmen und Mitarbeiter – damit das Beste aus einer unerfreulichen Situation macht. Man behält das Heft des Handelns in der Hand. Daher bezeichne ich diesen Prozess statt Out-Placement auch lieber als New-Placement. Denn das ist das Ziel. ES: Worin liegen die Vorteile für einen Mitarbeiter? Klaus-Jürgen Wolf: Die Vorgehensweisen sind natürlich sehr individuell und richten sich nach den jeweiligen Arbeitsbereichen…

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