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Lorenzo Campese: vendo tutto e resto

Lorenzo Campese, 34 anni, da libero imprenditore ad amministratore delegato di Decision Italia parla della sua esperienza professionale tra USA e Italia nel settore della Corporate Intelligence, della Security e del Risk Management.

Il suo è un settore di consulenza abbastanza atipico. Vuole parlarcene?

Ci occupiamo di protezione aziendale dagli illeciti che possono sorgere in un’impresa. Si tratta di un’attività molto diversificata. Esempi tipici riguardano situazioni di frode o di violazione brevettale, concorrenza sleale o contraffazione di marchi. In questi casi noi interveniamo con un’azione di intelligence vera e propria raccogliendo tutte le informazioni utili per risalire alle responsabilità. Inoltre, nel caso in cui un’azienda voglia fare investimenti all’estero realizziamo una valutazione del contesto sociale e politico del paese interessato perché possa preparare strategie vincenti e prevenire eventuali illeciti. La nostra è una consulenza multidisciplinare che si avvale di professionisti provenienti da diverse esperienze: dal settore legale a quello bancario, dall’informatica alla diplomazia.

Che ruolo ha avuto Internet nella diffusione di questo tipo di servizi?

Notevole. I tempi di interazione si sono molto velocizzati a scapito della riservatezza e della sicurezza aziendale. Le imprese sono più vulnerabili non solo in ambito informatico ma anche sul sistema informativo. Gli imprenditori italiani sono molto copiati, esistono veri e propri sabotaggi da parte di società estere che attingono al nostro know how.

Come è nato in lei l’interesse per queste tematiche?

Le persone che ho conosciuto mi hanno portato ad approfondire questi argomenti incidendo poi sulle mie scelte professionali. E’ un settore che mi ha affascinato molto da subito: è interessante e innovativo.

Si è formato negli Stati Uniti dove ha frequentato corsi sui White Collar Crimes, il Corporate Crimes e il Risk Management presso il College of Criminal Justice della Northeastern University di Boston ed è proseguita specializzandosi nel Security Management. Cosa l’ha portata a studiare lì?

All’epoca in Italia non si parlava di sicurezza aziendale e non c’era una scuola che preparasse in tal senso. Oggi, invece, nel nostro paese c’è molta più sensibilità verso questi argomenti e il settore è assolutamente in crescita.

Ha lavorato sempre in questo campo?

Sì. Ho iniziato come imprenditore, la società si chiamava Promeis ed è poi confluita in Decision Strategies Fairfax International.

Cosa ha spinto una multinazionale americana ad acquisire la sua azienda?

In realtà avevano poca scelta. Eravamo l’unica testa di ponte per il mercato italiano. Avevamo una lunga esperienza in questo comparto e offrivamo un management bilingue, di formazione anche americana.

Come avete adattato una consulenza di stampo anglosassone al sistema d’impresa italiano?

Adottiamo dei modelli che si adeguano alle esigenze del nostro mercato: italiano ed europeo. Un mercato che richiede flessibilità. I nostri servizi si rivolgono a tutte le aziende. Quindi non solo grandi gruppi, ma anche realtà medie e piccole.

La sua carriera professionale ha tratto benefici dal passaggio in una multinazionale?

Ho il vantaggio di lavorare in un contesto internazionale, con persone altamente specializzate e altamente competenti. Il presidente ed i soci fondatori dell’azienda, per esempio, sono tutti ex magistrati di New York. Facevano parte di un gruppo da cui sono emerse diverse personalità di spicco, come Giuliani, il sindaco di NY. Inoltre il grande beneficio di far parte di un grande un gruppo è proprio quello di poter attingere da una nutrita scorta di esperienze professionali.

Quanto è importante l’aggiornamento nella sua attività?

Molto importante, così come l’elasticità mentale. Non sempre le informazioni necessarie si trovano già “pacchettizzate”, ma bisogna rintracciarle con curiosità. Internet è una fonte ricchissima in questo senso. Del resto non esiste un percorso formativo ben definito né una carriera standard da seguire. La passione verso queste tematiche è una componente fondamentale. Una passione che ritrovo dedicandomi io stesso alla formazione sul Security Management, attraverso seminari e incontri. Per esempio collaborando con SPACE, il centro di ricerche della Bocconi, tra l’altro fondato da mio padre.

Cosa fa quando non lavora?

Leggo e, quando posso, sto in mezzo alla natura. Preferisco i saggi di argomento psicologico e filosofico, ma anche i romanzi. Amo molto Baricco, in particolare “Oceano Mare”. Riguardo al tempo che trascorro in mezzo alla natura, in realtà ne ho molto poco: è più un’idea, un desiderio. Appena posso faccio delle passeggiate sulle colline liguri. E poi amo il mare e mi piacerebbe prendere una barca e andare.

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